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Scheda 03 · Valutazione del rischio

La Scala Braden

Come si compone il punteggio, come si leggono le fasce di rischio e in che modo il risultato orienta la scelta della superficie di supporto.

Che cosa misura

La Scala Braden è lo strumento di valutazione del rischio di lesione da pressione più diffuso nella pratica infermieristica. Non misura la presenza di una lesione: stima la probabilità che si sviluppi, combinando i fattori che determinano intensità e durata della pressione con quelli che riducono la tolleranza dei tessuti.

Il punteggio complessivo si ottiene sommando sei sottoscale. Più il punteggio è basso, più il rischio è elevato: è l’inverso di quanto si aspetta chi la incontra per la prima volta.

Le sei sottoscale

Cinque sottoscale sono valutate su quattro livelli, la sesta su tre. Il minimo possibile è 6, il massimo 23.

Sul modulo di valutazione. La Scala Braden è uno strumento tutelato dal diritto d’autore. Qui ne descriviamo la struttura e l’interpretazione; il modulo compilabile con i descrittori completi di ciascun livello va reperito presso la fonte titolare o adottato secondo la procedura interna della struttura.

Le fasce di rischio

Le soglie più comunemente adottate nella pratica clinica italiana sono le seguenti. Vanno sempre lette insieme alla procedura interna della struttura, che può adottare cut-off differenti.

Punteggio, fascia, orientamento assistenziale
19–23Nessun rischio rilevatoRivalutazione secondo procedura interna.
15–18Rischio bassoPrevenzione di base: mobilizzazione, cura della cute, superficie statica adeguata.
13–14Rischio moderatoRidistribuzione attiva della pressione, programma di mobilizzazione strutturato.
10–12Rischio altoSuperficie dinamica a pressione alternata, rivalutazione ravvicinata.
≤ 9Rischio altissimoSuperficie avanzata, valutazione del microclima e della necessità di terapia rotazionale.

Dal punteggio al presidio

La fascia di rischio indica il livello di tecnologia appropriato, non il singolo modello. La scelta finale tiene conto del quadro complessivo: presenza e stadio delle lesioni, peso e conformazione del paziente, necessità di manovre infermieristiche frequenti, gestione del microclima cutaneo, tipologia di letto e contesto di cura.

Limiti e buona pratica

Vedi il catalogo per livello di rischio

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